Shock anafilattico: quali sono i sintomi?

Shock anafilattico sintomi - Sonia Musumeci
FONTE IMMAGINE: Feder Asma e Allergie (www.federasmallergie.it)

Le reazioni allergiche non sempre si limitano a qualche disagio momentaneo ma possono essere anche particolarmente pericolose come nel caso dello shock anafilattico. Una situazione che richiede un intervento tempestivo da parte di un professionista del settore per mettere al riparo la persona anche da rischi concreti che riguardano la sua vita. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e soprattutto qual è la correlazione tra shock anafilattico e sintomi: saperlo riconoscere, infatti, è fondamentale per evitare problematiche di un certo rilievo.

Cos’è lo shock anafilattico?

Lo shock anafilattico rappresenta la reazione allergica probabilmente più pericolosa. Si può manifestare in maniera improvvisa e comportare gravi criticità tra cui il rischio di perdere la vita. In questa situazione è importante saper riconoscere tempestivamente tale condizione e rivolgersi nell’immediato a un allergologo specializzato.

Le cause che possono innescare uno shock anafilattico sono purtroppo molteplici e dipendono anche dalle caratteristiche del corpo. In particolare, esso può manifestarsi in seguito all’assunzione di un farmaco oppure per aver ingerito determinati alimenti. Non è raro neppure che lo shock anafilattico venga innescato da una semplice puntura di insetto.

Fortunatamente i professionisti del settore sanno come comportarsi in questo genere di situazioni e soprattutto quale farmaco utilizzare. In questo caso si può parlare di un vero e proprio farmaco salvavita capace di far regredire i sintomi e riportare alla normalità le varie funzioni fisiologiche dell’organismo. Nel caso specifico, il farmaco da usare è l’adrenalina.

Il ruolo dello specialista è fondamentale, non solo perché è in grado di riconoscere il problema e provvedere ad utilizzare la medicina giusta, ma anche per i consigli che può dare per evitare che in futuro questo possa ripresentarsi. Infatti, lo shock anafilattico ha sintomi ben definiti che il paziente deve saper distinguere.

Shock anafilattico: i sintomi

Tra gli aspetti più preoccupanti dello shock anafilattico c’è il suo manifestarsi in maniera improvvisa e senza alcun preavviso. Inoltre, i sintomi sono davvero molteplici e molto spesso dipendono anche dalla causa.

Da un punto di vista scientifico, quando si presenta tale situazione, nel corpo della persona si assiste a un aumento rilevante di istamina e di altre sostanze che hanno come principale conseguenza quella di comportare una notevole dilatazione dei vasi sanguigni. Di conseguenza, quando i vasi si dilatano c’è un repentino abbassamento della pressione con relativa perdita di coscienza. Per evitare danni molto gravi, il paziente deve saper riconoscere in pochi secondi i sintomi e magari utilizzare il farmaco salvavita.

È sempre importante affidarsi ad un allergologo specializzato perché oltre a dare informazioni sui sintomi, è in grado anche di approfondire, con test ed esami, la questione scoprendone la causa scatenante. Tale aspetto è da non sottovalutare perché il paziente in questo modo può in futuro evitarne il rischio.

Tra i sintomi più comuni che possono manifestarsi c’è un improvviso gonfiore di labbra e palpebre e inoltre il paziente avverte una preoccupante difficoltà nella respirazione.

In aggiunta, possono esserci dolori addominali, vomito, nausea, diarrea, alterazione della propria voce e un senso di costrizione alla gola. Quando uno o più di questi sintomi si manifestano improvvisamente comportando uno stato di malessere generale per il paziente, occorre rivolgersi quanto prima ad un allergologo. La tempestività in questa situazione è davvero cruciale.

Quali sono le cause?

Difficile stabilire con precisione assoluta quale sia stata la causa scatenante di uno shock anafilattico. Partendo dal fatto che si tratta di una reazione allergica improvvisa ed estremamente intensa, è certamente dovuta a una esposizione ad un allergene che può essere di diverso genere. Il corpo risulta quindi particolarmente sensibile all’allergene e tra l’altro può anche accadere che la reazione si manifesti al secondo contatto. La casistica di potenziali cause scatenanti è davvero ampia.

Può trattarsi di un alimento oppure di un farmaco e senza dimenticare le punture di insetto e il lattice. Tra l’altro, l’intensità dello shock anafilattico può essere ampliata da alcuni fattori come, ad esempio, l’assunzione dei farmaci antinfiammatori non steroidei conosciuti comunemente con l’acronimo FANS.

Altre situazioni e fattori che aumentano il rischio sono gli alcolici se assunti in quantitativi importanti, eventuali infezioni in essere in qualsiasi parte del corpo, ma anche l’eccessivo stress causato dall’esercizio fisico e temperature troppo elevate.

Inoltre, nelle donne un fattore che aumenta la probabilità di shock anafilattico sono le mestruazioni. Durante questo periodo, il corpo femminile si dimostra più sensibile.

Quando è indispensabile rivolgersi all’allergologo?

Partiamo dal presupposto che lo shock anafilattico è tutt’altro che una reazione di poco conto ed è dunque necessario, in alcuni casi, contattare un allergologo specializzato.

Innanzitutto, bisogna tener conto che questa reazione si può manifestare entro pochi minuti oppure fino a un tempo massimo di due ore dall’evento scatenante. Per evento scatenante, ovviamente, si intende il contatto oppure l’assunzione di una sostanza allergica per il corpo. Abbiamo parlato di un’ampia gamma di sintomi che riportano allo shock anafilattico ma ci sono tre condizioni che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme.

La prima è rappresentata dall’orticaria. Si tratta di una eruzione cutanea che prevede l’improvvisa comparsa di pomfi di colore roseo oppure bianco. La pelle cambia decisamente colore e inoltre c’è un prurito misto a dolore. Questo sintomo è connesso perché l’orticaria è a sua volta scatenata da un aumento di istamina dovuta essenzialmente al ruolo dei mastociti presenti nella pelle.

La seconda condizione è particolarmente rischiosa e preoccupante: la difficoltà a respirare. Improvvisamente il paziente avverte una mancanza di ossigeno e l’incapacità di offrire al proprio corpo il giusto quantitativo per soddisfare le varie funzioni fisiologiche.

Il terzo aspetto riguarda quella diffusa sensazione di malessere che si avverte dopo le potenziali cause scatenanti. In particolare, è consigliato rivolgersi ad un allergologo non appena ci si rende conto di star male dopo la consumazione di un pasto, l’assunzione di un farmaco oppure la puntura di insetto.

Tempestivamente bisogna presentarsi presso la sede dello specialista in maniera tale da sottoporsi ad una visita approfondita per ottenere una precisa diagnosi allergologica. La diagnosi richiede anche dei test di vario genere e gli esami del sangue. La diagnosi viene fatta in funzione del risultato dei test e anche della storia clinica del paziente. In questo modo si potrà individuare la causa scatenante e questo è fondamentale per consentire allo stesso paziente di evitare tale rischio in futuro.

Il professionista, in caso di confermato caso di shock anafilattico, andrà a prescrivere l’adrenalina e darà informazioni importantissime per utilizzarla correttamente in futuro qualora ci dovesse essere una nuova emergenza.

Come comportarsi in caso di shock anafilattico?

Riuscire a individuare tempestivamente lo shock anafilattico attraverso i sintomi può salvare la vita di una persona. Qualora ci dovessero essere tutte le condizioni necessarie per pensare a uno shock anafilattico e se la sede di un allergologo specialista sia troppo distante, la prima cosa da fare è prendere in considerazione l’utilizzo dell’unico farmaco efficace: l’adrenalina. Il suo ruolo è vitale perché ha la capacità di far regredire in maniera pressoché istantanea lo shock rendendo i sintomi meno intensi. Di conseguenza, questo permette di abbassare lo stato di stress a cui è sottoposto l’organismo e di salvare la vita. Anche in quest’ottica è indispensabile conoscere perfettamente il proprio corpo e soprattutto quali sono le sostanze che potrebbero causare uno shock anafilattico.

Chi ha già dovuto affrontare questo genere di condizione necessariamente deve prenotare una visita specialistica rivolgendosi a un allergologo professionale per ottenere una diagnosi precisa. Attraverso la visita si ha la certezza di essere sensibili a determinate sostanze e quindi a rischio di nuovo shock anafilattico. Tale consapevolezza deve indurre il paziente ad avere sempre con sé il farmaco salvavita in maniera tale da utilizzarlo in caso di emergenza. Lo si deve acquistare in una forma auto-iniettabile. In particolare, lo si trova in commercio in una configurazione a penna con una estremità che viene dotata di un ago per penetrare la pelle per iniettare la sostanza. La penna deve essere premuta contro la coscia per fare in modo che il farmaco, con una dose adeguata secondo le proprie caratteristiche fisiche, faccia subito effetto.

Tuttavia non bisogna soltanto limitarsi all’assunzione del farmaco ma è consigliabile dirigersi il più velocemente possibile verso il più vicino Pronto Soccorso. Il paziente verrà quindi sottoposto a una serie di controlli per supervisionare costantemente alcuni parametri vitali. Se non si dispone del farmaco e c’è la netta sensazione di uno shock anafilattico, è vitale contattare immediatamente il 118 per poter ottenere immediato soccorso.

Potrebbe essere utile utilizzare anche altre tipologie di farmaci piuttosto diffusi come il cortisone oppure gli antistaminici: aiutano leggermente a migliorare la situazione seppure non siano minimamente paragonabili all’adrenalina.

Qualora la situazione dovesse degenerare con la persona che va in arresto cardiocircolatorio, in questo caso non si può attendere l’arrivo dei soccorsi ma bisogna immediatamente procedere con la rianimazione cardiopolmonare.

Contatta la Dott.ssa Sonia Musumeci per maggiori informazioni sullo shock anafilattico, i sintomi che dovrebbero far suonare un campanello d’allarme e per fissare una visita specialistica. Non lasciare che un semplice allergene possa mettere a rischio la tua vita e quella di persone care.

Articoli correlati: