Intolleranza al glutine: quali sono i sintomi?

Intolleranza al glutine: quali sono i sintomi? - Sonia Musumeci

Il glutine è un tipo di proteina che si trova nei cereali come grano, segale e orzo e spesso anche in alcuni alimenti che lo utilizzano come ingrediente base. Inoltre può essere trovato in medicinali, vitamine e integratori seppur in piccole quantità. L’intolleranza al glutine, in gergo nota anche come sensibilità, è un disturbo in cui il corpo reagisce male al consumo della sostanza. I sintomi che tale condizione provoca sono spesso fastidiosi e in alcuni casi anche pericolosi, per cui conoscere a fondo il problema e trovare soluzioni adeguate è molto importante.

Le varie forme di intolleranza al glutine

L’intolleranza al glutine si può presentare con diverse forme ossia quelle di seguito elencate.

CELIACHIA

Questa potrebbe essere la forma più conosciuta di intolleranza al glutine, anche se tuttavia non si può definire un’allergia vera e propria. La celiachia infatti è una malattia autoimmune per la quale l’unico trattamento è l’astensione permanente dagli alimenti contenenti il glutine. Quando si soffre di celiachia e si consuma tale proteina presente nei cereali di grano, orzo e segale, si innesca il sistema immunitario che attacca il rivestimento dell’intestino tenue con un conseguente processo noto come atrofia dei villi. La condizione spesso causa sintomi nel sistema digestivo, ma può colpire anche altre parti del corpo.

SENSIBILITÀ AL GLUTINE NON CELIACA

La sensibilità al glutine, nota anche come non celiaca, è la nuova arrivata tra le forme di intolleranza alla proteina. Quando un soggetto che non soffre dice di avere un’allergia al glutine, è molto probabile che intenda una malattia non celiaca, bensì soltanto una sensibilità verso la sostanza. Da ciò si evince che la celiachia e la sensibilità al glutine non sono la stessa cosa.

INTOLLERANZA AL GLUTINE

Questo è il termine maggiormente usato per definire la forma con cui alcuni soggetti non possono mangiare cibi contenenti glutine. Ovviamente il problema può essere in parte risolto, optando per prodotti che siano privi di tale proteina e nel contempo per un consulto con uno specialista del settore.

DERMATITE ERPETIFORME

Quando ad un soggetto viene diagnosticata la dermatite erpetiforme, si intende una condizione che è associata all’eruzione cutanea da glutine e che si manifesta con sintomi come prurito quando si mangia tale proteina o cibi che ne contengono un buon quantitativo. Se la dermatite erpetiforme è presente, alcuni esami del sangue servono per stabilire se è dovuta effettivamente all’intolleranza da glutine.

ALLERGIA AL GRANO

L’allergia al grano in realtà è una vera reazione che coinvolge più componenti del cereale in oggetto, oltre alla semplice proteina del glutine. In genere si manifesta maggiormente nei bambini e meno negli adulti, e per contrastarla bisogna necessariamente evitare il suddetto grano.

Come comportarsi in caso di intolleranza al glutine?

Se viene diagnosticata la celiachia, significa che il sistema immunitario ha reagito al glutine danneggiando l’intestino. Per stare meglio è dunque necessario eliminarlo dalla dieta quotidiana, in quanto è l’unico trattamento contro tale patologia.

Cosa succede se un soggetto intollerante al glutine lo inserisce nella sua alimentazione?

Seguire una dieta priva di glutine è un processo di apprendimento, non solo per chi la pratica ma anche per la famiglia e gli amici. Possono infatti verificarsi errori, soprattutto se tale intolleranza è stata diagnosticata solo di recente.

Se si mangiano per errore alimenti contenenti glutine, di solito si lamentano dei sintomi ben distinti in poco tempo e possono durare un paio di ore o diversi giorni. Gli effetti tuttavia variano da persona a persona e dipendono da quanto glutine è stato ingerito, dal grado di sensibilità accertata verso la proteina e da quanto tempo si segue una dieta che ne sia priva.

In caso di sintomi di intolleranza al glutine come diarrea o vomito, è comunque importante mantenersi ben idratati bevendo molta acqua. Alcune persone ritengono che l’assunzione di farmaci per trattare la stitichezza, la diarrea o il mal di testa possa alleviare questi fastidi, ma in realtà non è provato che siano effettivamente efficaci, per cui l’eventuale uso è subordinato alla supervisione dell’esperto in allergologia.

Quali cibi mangiare in caso di intolleranza al glutine

In presenza di intolleranza al glutine e sintomi,  a seguito di esami specifici proposti da uno specialista del settore, se da un lato ci sono alimenti da evitare,  dall’altro in natura ne esistono diversi che possono sostituirli adeguatamente. La lista è piuttosto ampia come si evince da quelli successivamente elencati:

GRANO SARACENO

Il seme di una pianta da fiore noto come grano saraceno è naturalmente privo di glutine, tuttavia bisogna tener presente che alcuni prodotti possono essere fabbricati in uno stabilimento che tratta anche grano, segale o orzo, quindi controllare le etichette è importante per evitare che erroneamente ci siano dei residui di tali alimenti.

RISO

Un cereale versatile e privo di glutine è il riso che si può consumare in diversi modi, ossia lessato, all’insalata o utilizzato per l’elaborazione di svariate ricette.

QUINOA

Come il grano saraceno, la quinoa è anch’essa un seme ed è imparentata con la famiglia di verdure come spinaci e bietole. Detto ciò, si può usare tranquillamente come alternativa ad un cereale poiché aggiunge sostanza a una zuppa, uno stufato oppure è ideale per insaporire un’insalata verde con tonno, pomodori e olive.

POLENTA

Realizzata con mais, la polenta è naturalmente priva di glutine e aiuta quindi a fornire il giusto apporto calorico, nonché a rendere equilibrata una pietanza servita in tavola come primo piatto o come contorno.

CARNE FRESCA

La carne fresca e non trasformata è priva di glutine e in caso di intolleranza a tale proteina, è importante evitare di consumarla nella forma pastellata o impanata, poiché per elaborare queste ricette in genere viene usata la farina che ne contiene un buon quantitativo.

PESCE FRESCO

Tutti i pesci e i crostacei freschi, essiccati e affumicati sono senza glutine, per cui in caso di intolleranza alla proteina ci sono svariate opzioni per consumarlo e qualcuna anche in modo delizioso come un’orata al cartoccio che è ricca di sapore e fornisce un ottimo apporto di Omega 3.

UOVA

Potenti nutrienti e con un buon rapporto qualità-prezzo, le uova sono un alimento base in cucina e soprattutto non contengono glutine e si rivelano ideali da consumare per i soggetti che ne sono intolleranti.

LATTE E SUOI DERIVATI, BURRO E OLI VEGETALI

Il latte e i suoi derivati ossia i classici prodotti caseari funzionano bene in tantissime ricette. Il burro e gli oli da cucina, si possono utilizzare per condire o arrostire ortaggi vari come ad esempio le melanzane.

PATATE, NOCI, LEGUMI E SEMI

Le patate al forno, bollite e schiacciate possono far parte senza problemi di una dieta. Un purè è, quindi, da considerare come delizioso contorno in occasione di una cena. La frutta secca, i semi e tutti i legumi sono anch’essi senza glutine, per cui sono ideali da consumare in caso di conclamata intolleranza a tale proteina.

Quanto tempo durano i sintomi dell’intolleranza al glutine?

In genere i sintomi di intolleranza al glutine che si manifestano dopo aver mangiato prodotti che lo contengono, possono durare da poche ore a diversi giorni. Tuttavia ciò dipende da quanto un soggetto è sensibile alla proteina e dalla quantità che ne ha consumata. In altre parole, la permanenza del glutine nell’organismo è strettamente individuale e varia da caso a caso. Per lenire i fastidi che questa condizione comporta, a parte bere molta acqua con lo scopo di rimanere ben idratato, conviene ingerire anche del tè allo zenzero e curcuma oppure alla menta. Quest’ultima tra l’altro è un’erba che ha dimostrato proprietà curative contro il dolore addominale.

Infine ci sono i probiotici e il carbone attivo. I primi possono aiutare a far aumentare i batteri buoni nell’intestino, il che migliora la digestione e riduce i sintomi come gonfiore, gas e stitichezza. Il secondo invece in caso di assunzione di cibi contenenti glutine si legherà ad esso, impedendone l’assorbimento e di conseguenza permetterà di rendere meno grave e fastidiosa l’intolleranza.

Come viene diagnosticata l’intolleranza al glutine?

Per essere sicuri che il glutine sia una proteina mal tollerata, il consulto con uno specialista allergologo è fondamentale. Quest’ultimo infatti dall’alto della sua esperienza, potrà proporre alcuni test come ad esempio quello sierologico. Il primo nello specifico è il tipico esame di laboratorio che consiste nel prelievo di sangue, che viene poi analizzato per la ricerca di autoanticorpi responsabili della condizione. Se questi ultimi sono tendenzialmente superiori agli standard, allora l’intolleranza al glutine è certificata.

In alternativa l’allergologo può anche proporre un test genetico eseguibile in laboratorio, e che prevede la valutazione dell’eventuale predisposizione all’intolleranza al glutine tramite un rapido tampone.

Perché è importante non sottovalutarla?

In genere i sintomi dell’intolleranza al glutine si manifestano in modo simile alla celiachia e ad altre forme meno gravi di essa. Tuttavia la maggior parte dei soggetti che la lamenta riscontra diarrea e gonfiore addominale.

Diagnosticare l’intolleranza al glutine con uno specialista

Per diagnosticare l’intolleranza al glutine come più volte citato, è necessario consultare uno specialista, come la Dott.ssa Sonia Musumeci, esperta in allergologia e immunologia, vanta anche una vasta competenza in termini di gestione di allergie e intolleranze alimentari sia negli adulti che nei bambini.

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