Allergie primaverili: quando iniziano e quali sono i sintomi?

Allergie primaverili - Sonia Musumeci

Ogni anno, con l’arrivo della primavera l’aria si riempie di profumi floreali e colori vivaci, ma anche di pollini che possono scatenare fastidiosi sintomi allergici e allergie primaverili come naso chiuso e gocciolante, starnuti incessanti, occhi rossi, lacrimazione e prurito. Il fenomeno non riguarda solo gli allergici di vecchia data: il cambiamento climatico e l’inquinamento ambientale, infatti, hanno determinato un aumento delle temperature medie, contribuendo così al prolungamento della stagione pollinica.

Non è solo la durata del periodo di pollinazione a essere cambiata, ma anche le proprietà del polline stesso, che oggi si presenta più concentrato e, di conseguenza, più allergenico. Questi fattori stanno concorrendo all’aumento dei casi di allergia primaverile. È, quindi, importante individuare, attraverso appositi esami diagnostici, quali tipi di pollini scatenano la reazione allergica in ciascun individuo, in modo da potersi preparare adeguatamente e adottare le necessarie misure di difesa.

In questo articolo esploreremo le cause delle allergie primaverili, quando iniziano e quali sono i sintomi più comuni che ne derivano. Inoltre, forniremo utili consigli sulla prevenzione e sul trattamento di tali allergie, per aiutarti a gestire al meglio questa condizione stagionale.

Motivi per cui i pollini scatenano una risposta allergica nel corpo umano

Le allergie primaverili, comunemente conosciute come raffreddore da fieno o rinite allergica stagionale, sono un fenomeno che si verifica durante la stagione primaverile. Questo periodo è caratterizzato dal risveglio della natura, con fioriture di alberi, erbe e piante che rilasciano grandi quantità di polline nell’aria. Sono proprio i pollini rilasciati dalle piante che fioriscono in questa stagione a scatenare le allergie di primavera.

Normalmente, il sistema immunitario riconosce e neutralizza gli agenti nocivi per proteggere l’organismo. Tuttavia, nelle persone allergiche, gli allergeni vengono erroneamente identificati come una minaccia, scatenando una risposta immunitaria esagerata. Nelle persone affette da allergie stagionali, il sistema immunitario reagisce in modo anomalo ai pollini, producendo una quantità eccessiva di anticorpi IgE specifici. Questo scatena il rilascio di istamina, una sostanza chimica che svolge un ruolo chiave nei sintomi allergici.

L’istamina provoca infiammazione e restringimento dei vasi sanguigni, causando sintomi come starnuti, prurito, congestione nasale, occhi rossi e gonfi. Anche se questi sintomi non sono gravi possono alterare l’umore e mettere a dura prova il benessere di chi ne soffre.

Allergici ai pollini si nasce o si diventa?

Le cause esatte per cui un individuo può sviluppare allergia al polline non sono ancora del tutto conosciute. Gli studi condotti fin’ora suggeriscono che tale condizione sia il risultato di una combinazione di fattori ambientali e genetici.

Alcune persone possono avere una predisposizione genetica che le rende più suscettibili alla pollinosi. Tuttavia, affinché l’allergia si verifichi, occorre un contatto ripetuto con i pollini. Ad esempio, l’esposizione a elevate concentrazioni di allergeni durante l’infanzia potrebbe aumentare il rischio di sensibilizzazione e l’insorgenza di allergie nel tempo.

Non bisogna sottovalutare il ruolo della familiarità: i figli di persone allergiche, infatti, hanno un rischio maggiore di sviluppare le allergie primaverili, soprattutto se entrambi i genitori ne sono affetti.

Inoltre, esistono alcuni fattori ambientali, come l’esposizione alle sostanze inquinanti presenti nell’aria, che possono stimolare una risposta allergica da parte del sistema immunitario.

Spesso si pensa che l’allergia ai pollini si manifesti solamente durante l’infanzia o l’adolescenza, ma in realtà può comparire anche in età adulta. Un esempio di questa tendenza è l’ambrosia, una pianta che produce un polline altamente allergizzante. Negli ultimi 20 anni, la diffusione dell’ambrosia in Lombardia ha provocato l’insorgenza di allergie primaverili in soggetti adulti che fino ad allora non avevano mai sperimentato sintomi allergici.

Periodi in cui le allergie primaverili iniziano a manifestarsi

Per farsi trovare pronti e protetti durante i mesi più a rischio di allergie, è importante sapere quali sono le piante a cui si è allergici e informarsi sul loro ciclo di vita. Un ottimo strumento per ottenere queste informazioni è il calendario dei pollini, che fornisce una panoramica delle diverse specie di piante e dei periodi in cui sono più attive nel rilasciare pollini nell’aria. Ogni pianta ha un momento specifico di pollinazione; consultare il calendario dei pollini può essere estremamente utile per individuare i periodi in cui è necessario prendere precauzioni.

In Italia ci sono grandi differenze geografiche per quanto riguarda i calendari pollinici. La varietà del nostro territorio contribuisce alla presenza di diverse specie di piante che producono pollini in momenti differenti. Le condizioni climatiche, l’altitudine, la vegetazione locale e l’intervento umano influenzano il periodo di fioritura e, di conseguenza, la carica di pollini nell’aria.

Per ottenere informazioni precise e aggiornate sulle concentrazioni polliniche nella propria area geografica è importante fare riferimento a fonti affidabili, come i bollettini emessi dalla Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico.

Calendario dei pollini primaverili

Di seguito forniamo un quadro generale delle piante allergeniche più comuni in Italia e il periodo approssimativo di pollinazione.

  • Betulla: la fioritura avviene generalmente tra marzo e l’inizio di maggio.
  • Graminacee: con alcune piccole variazioni tra le diverse specie, la fioritura comincia generalmente ad aprile, raggiunge il picco nel mese di maggio, per poi diminuire gradualmente nei mesi successivi.
  • Parietaria: a seconda della latitudine, la fioritura può durare anche tutto l’anno. Nelle regioni del sud Italia, la stagione pollinica è estremamente prolungata, iniziando già a febbraio-marzo e protraendosi fino a luglio, con un picco tra aprile e maggio. Nelle regioni del nord, l’apice di concentrazione dei pollini si osserva tra maggio e giugno ed è seguito da un periodo in cui la presenza di pollini è meno intensa ma persiste per tutta l’estate.
  • Cipresso: il periodo di impollinazione dei cipressi va da febbraio a maggio, con picchi generalmente tra marzo e aprile.
  • Ulivo: la fase di fioritura inizia a metà aprile e si protrae fino ai primi giorni di giugno.

È importante anche considerare la presenza di altre piante, come l’artemisia e l’ambrosia, le quali mostrano un periodo di fioritura più tardivo, creando non pochi disagi alle persone allergiche fino all’inizio dell’autunno. Nello specifico, l’artemisia è solitamente in fase di impollinazione dalla fine di luglio all’inizio di settembre. La fioritura dell’ambrosia inizia a fine luglio e si protrae fino ai primi giorni di ottobre, raggiungendo l’apice verso la fine di agosto. Altre composite che possono causare reazioni allergiche sono la camomilla, il tarassaco e il girasole, che fioriscono da luglio a settembre.

Sintomi più comuni delle allergie primaverili

I sintomi delle allergie primaverili interessano principalmente le prime vie respiratorie, causando congestione nasale, prurito, starnuti e secrezione nasale. Si tratta della cosiddetta rinite allergica, una condizione che provoca infiammazione delle mucose nasali in risposta all’esposizione agli allergeni da inalazione come i pollini.

Alle volte le allergie primaverili possono coinvolgere anche le vie bronchiali, causando problemi respiratori come broncospasmo, respiro sibilante, tosse persistente e sensazione di oppressione al petto. Questi segni clinici sono particolarmente comuni nei pazienti affetti da asma, che solitamente sperimentano un aggravamento dei sintomi durante il periodo pollinico.

Oltre alla rinite, il soggetto allergico accusa frequentemente sintomi a livello degli occhi, come prurito, arrossamento, gonfiore, lacrimazione e sensazione di bruciore. Questa condizione, nota come congiuntivite allergica, può causare notevole disagio e interferire con la visione, compromettendo il benessere complessivo durante la stagione primaverile.

Infine, alcune persone allergiche possono sviluppare sintomi cutanei, tra cui prurito, eruzioni cutanee, orticaria o dermatite allergica, che si manifestano in diverse parti del corpo, causando fastidio e irritazione.

Pollini e alimenti cross-reattivi

È possibile, nei soggetti affetti da pollinosi, che si manifestino reazioni crociate tra i pollini e alcuni alimenti vegetali. In questi casi si parla di cross-reattività, anche nota come Sindrome Orale Allergica (SOA), un fenomeno che si verifica perché alcune proteine presenti in diversi alimenti sono strutturalmente simili o condividono sequenze di aminoacidi simili a quelle che si riscontrano nei pollini.

I sintomi di cross-reattività possono variare da persona a persona, ma in genere includono:

  • prurito al palato;
  • labbra gonfie;
  • glottide infiammata;
  • difficoltà respiratorie;
  • reazioni cutanee.

Tali manifestazioni compaiono subito dopo aver consumato l’alimento incriminato o al massimo entro un’ora dall’ingestione. Eventuali sintomi che possono manifestarsi in un momento successivo, come diarrea o episodi cutanei, di solito non sono di grave entità.

La reazione crociata più frequente è quella che riguarda la mela e la betulla e colpisce circa il 30% delle persone allergiche ai pollini di quest’albero. Altri alimenti che crociano con i pollini di betulacee sono: pesche, albicocche, lamponi, fragole, nocciole, kiwi e patate.

I pazienti con allergia al polline delle graminacee possono manifestare reazioni allergiche quando consumano frumento, arachidi, pomodori, agrumi, anguria, melanzane e ciliegie.

Gli allergici ai pollini di parietaria possono sperimentare disturbi in seguito all’ingestione di basilico, piselli, melone e ciliegie.

Coloro che soffrono di allergie ai pollini di composite devono prestare attenzione ai seguenti alimenti: miele, olio di semi di girasole, lattuga, cicoria, prezzemolo, carota, sedano, anice, cumino e coriandolo.

Per ridurre al minimo il rischio di reazioni orali allergiche durante il periodo di pollinazione, è consigliabile astenersi dal consumare gli alimenti vegetali che crociano con i pollini ai quali si è allergici.

Come identificare le allergie primaverili: diagnosi

La prima cosa da fare per stabilire se si soffre di allergia stagionale è farsi visitare da un allergologo. Durante la visita, lo specialista condurrà un’intervista approfondita chiamata anamnesi, che consiste in una serie di domande volte a capire come e quando si manifestano i sintomi e se ci sono casi di allergie in famiglia. L’analisi dei sintomi e della loro presenza in determinati periodi dell’anno può già offrire un’indicazione preliminare per la diagnosi.

Tuttavia, è importante sottolineare che per confermare la diagnosi e, soprattutto, per individuare in modo preciso le sostanze alle quali si è sensibilizzati, è necessario sottoporsi a test specifici. Quello di primo livello è il prick test, che consiste nell’applicare una goccia di ogni allergene sull’avambraccio e pungere la pelle con una lancetta sterile per valutare la reazione del paziente. Dopo circa 15-20 minuti, si potranno osservare i risultati: se si è allergici a uno o più allergeni, nella zona interessata si formerà un pomfo pruriginoso.

Se occorre una valutazione più dettagliata, si può fare un prelievo di sangue per cercare gli anticorpi IgE specifici, ovvero quelli che le cellule del sistema immunitario producono contro gli allergeni che si ritengono responsabili.

Allergie primaverili: come si curano?

Contro i sintomi delle allergie primaverili esistono diverse terapie farmacologiche, tra cui gli antistaminici orali, che esercitano un’azione antagonistica nei confronti dell’istamina, riducendo gli starnuti, il prurito e la lacrimazione. Il problema di questi farmaci è che inducono sonnolenza e quindi possono compromettere la capacità di guida. Per evitare di sentirsi assonnati, è meglio scegliere gli antistaminici di seconda generazione, che presentano un minor effetto sedativo, minimizzando così l’interferenza con le normali attività quotidiane.

Per alleviare i sintomi delle allergie stagionali possono essere prescritti anche gli antistaminici ad applicazione locale, come gli spray nasali e i colliri. Un’altra opzione terapeutica è rappresentata dai decongestionanti nasali, che riducono il gonfiore delle mucose e aiutano a liberare le vie respiratorie.

In alcuni casi, può essere raccomandata l’immunoterapia specifica, che prevede l’esposizione graduale agli allergeni per ridurre la sensibilità e la reattività del sistema immunitario.

In caso di asma, è consigliabile l’uso di un inalatore, un dispositivo che permette di somministrare i farmaci direttamente nei bronchi in forma di aerosol, agendo con maggior rapidità e con minori effetti collaterali rispetto ai farmaci orali.

Infine, è bene ricordare che qualora un soggetto allergico ai pollini manifesti sintomi gravi che richiedono un’adeguata e tempestiva assistenza medica, è opportuno rivolgersi al pronto soccorso ospedaliero.

Come prevenire le allergie primaverili?

Ecco alcuni consigli pratici per ridurre il più possibile l’esposizione ai pollini:

  1. evitare di tenere le finestre aperte nei periodi di maggior concentrazione dei pollini;
  2. ridurre il tempo trascorso all’aperto nelle ore centrali della giornata;
  3. indossare occhiali da sole per proteggere gli occhi dagli allergeni presenti nell’aria,
  4. dopo essere stati all’aperto, cambiare e lavare i vestiti per rimuovere eventuali pollini presenti;
  5. risciacquare spesso gli occhi e le narici con acqua o soluzioni fisiologiche;
  6. evitare di asciugare il bucato all’aria aperta perché potrebbe raccogliere il polline;
  7. consultare le previsioni sui pollini e uscire quando sono più bassi;
  8. evitare i luoghi dove è stato appena tagliato il prato;
  9. lavare spesso i capelli perché potrebbero essere pieni di polline;
  10. assicurarsi che il filtro antipolline dell’auto sia sempre in buone condizioni.

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