Allergie alimentari: sintomi e test per la diagnosi

Allergie alimentari - Sonia Musumeci

Le allergie alimentari sono in costante aumento, soprattutto nei paesi industrializzati come l’Italia. Riguardano una fetta considerevole di popolazione, tra il 6 e il 10% degli adulti e tra il 20 e il 25% nei bambini. Scopriamo quali sono i principali sintomi e i test utili per una corretta diagnosi.

Cosa sono le allergie alimentari

Negli ultimi anni le allergie alimentari sono sempre più comuni, principalmente nei paesi sviluppati. Possono comportare sintomi piuttosto invalidanti e pericolosi per cui è fondamentale conoscere la specifica allergia di cui si soffre, attraverso test clinici, per evitare la consumazione di un determinato ingrediente.

Dal punto di vista scientifico si parla di allergia alimentare quando c’è una reazione del sistema immunitario dopo aver consumato un alimento. Il corpo ha una reazione anomala che innesca un aumento della produzione degli anticorpi che andranno ad attaccare le sostanze ritenute dannose. È una funzione anomala del sistema immunitario perché queste sostanze, considerate dannose, in realtà sono del tutto innocue per le persone. Questo comporta che anche la consumazione di un piccolo quantitativo di quell’ingrediente, può scatenare delle reazioni importanti che compromettono la vita quotidiana attraverso la manifestazione di problemi digestivi, gonfiori, orticaria e tanto altro. L’intensità del sintomo e la gravità dell’allergia varia da persona a persona. In alcuni casi sono di piccole entità mentre in altri il soggetto può addirittura essere in pericolo di vita.

Dunque le allergie alimentari non vanno assolutamente sottovalutate ed è fondamentale conoscere i sintomi causati e valutarle attentamente con degli appositi test clinici per una corretta diagnosi.

Cosa causa le allergie alimentari

Nel corso degli ultimi anni sono stati effettuati molteplici studi sulle cause scatenanti l’allergia alimentare. Al momento non si sa bene il perché il sistema immunitario identifica un alimento come potenzialmente nocivo per l’organismo. Il fatto è che il sistema produce degli anticorpi con l’obiettivo di neutralizzare la presenza dell’allergene. Lo fa attraverso la produzione di anticorpi che sono conosciuti come immunoglobuline E. Il motivo che invece causa il sintomo riguarda il rilascio dei cosiddetti mediatori chimici come nel caso dell’istamina.

I sintomi delle allergie alimentari

È davvero ampia la sintomatologia delle allergie alimentari sia per quanto riguarda la localizzazione del problema sia per quanto concerne l’intensità.

In linea di massima le parti del corpo che vengono colpite durante questo meccanismo anomalo sono 3.

In particolare, i sintomi possono presentarsi soprattutto nell’apparato gastrointestinale, sulla cute e nell’apparato respiratorio. La causa scientifica dei sintomi è dovuta all’incontro-scontro tra mastociti (cellule immunitarie) ed IgE con relativo rilascio dell’istamina. Quest’ultima è una molecola che è responsabile di tutti i principali sintomi che si manifestano. Il motivo per cui i sintomi si localizzano soprattutto in queste tre parti del corpo è dovuto alla massiccia presenza di mastociti nel naso, nei polmoni, nella cute, nel tratto gastro-intestinale e nella gola. Questi segni di insofferenza dovuti all’azione errata del sistema immunitario possono presentarsi anche dopo pochi minuti oppure fino ad un’ora dopo la fine del pasto.

Possono essere di diversa natura come i crampi allo stomaco, vomito, respiro sibilante, tosse, problemi di deglutizione, fiato corto, orticaria, collasso circolatorio, vertigini, svenimento, gonfiore della lingua, polso debole e anafilassi. Una casistica molto ampia che prevede anche delle problematiche anche molto serie come nel caso dell’anafilassi. Si tratta sostanzialmente dello shock anafilattico che può condurre alla completa occlusione delle vie respiratorie oppure al coma e alla morte del paziente. In questi casi è necessario intervenire in maniera repentina per evitare che delle semplici allergie alimentari possano portare la morte, utilizzando iniezioni di epinefrina e in alternativa di adrenalina.

Altri sintomi dovuti ad allergie alimentari

Ci sono anche altri sintomi che possono presentarsi in caso di allergia alimentare. Una condizione abbastanza comune è quella relativa al gonfiore delle labbra e di altre parti del corpo e del viso. Ci sono poi problematiche di natura respiratoria come la cosiddetta congestione nasale oppure l’asma. Tra gli altri casi ci sono quelli legati al dolore addominale, nausea e diarrea. Il paziente che in quel momento si trova a soffrire di un’allergia alimentare può dover fare i conti con palpitazioni, sudorazione eccessiva e ansietà. La pressione arteriosa può diminuire in maniera improvvisa e rilevante comportando una stato di malessere complessivo che peraltro ha anche delle ricadute dal punto di vista emotivo.

Da sottolineare che possono esserci, in aggiunta, dei sintomi tardivi che si presentano sotto forma di eczema cutaneo, principalmente nei bambini. Possono essere innescate delle forme sintomatiche particolari come la FPIES (Food Protein Induced Enterocolitis Syndrome) che comporta delle gravi reazioni, anche a livello gastrointestinale. In questo caso i sintomi si manifestano ben oltre le due ore soprattutto se sono stati ingeriti alcuni alimenti come il latte, la soia e i cereali. È una condizione che però è tipica dei neonati che si trovano nella fase di svezzamento. Tra l’altro è una problematica che può causare vomito, diarrea e comportare lo stato di disidratazione.

La diagnosi

È importante arrivare a una precisa diagnosi delle allergie alimentari in maniera tale da conoscere l’ingrediente da evitare per non ritrovarsi con sintomi per nulla piacevoli.

La diagnosi può essere ottenuta solo ed esclusivamente effettuando dei test clinici che consentono di avere un quadro generale più ampio e la risposta a un’eventuale allergia alimentare. È necessario quindi valutare con attenzione la propria storia clinica ed è importante in questo frangente che il medico venga indirizzato opportunamente grazie alla descrizione dei sintomi e a un’eventuale familiarità.

Occorre rivolgersi a un professionista serio e affidabile in grado di prescrivere per il paziente test ottimali per scoprire le allergie come nel caso del Prick Test. Si tratta di un test che viene effettuato sulla pelle, utilizzando un apposito ago che consente di penetrare in profondità per iniettare nel corpo l’allergene. L’eventuale sensibilità della persona rispetto all’allergene utilizzato, si manifesta dopo circa 20 minuti con la formazione di un ponfo rosso e caldo intorno al punto in cui è stata effettuata l’iniezione.

Ci sono anche altri test da eseguire tra cui il Patch Test. Si tratta di una prova diagnostica utile per le dermatite da contatto. La procedura è molto semplice e funzionale. L’allergene viene posizionato su un disco di cellulosa e quindi applicato direttamente sulla cute del dorso con tanto di cerotto. Dopo un lasso temporale pari a 48/72 ore si va a leggere il risultato ottenuto. Se si dovessero avere delle reazioni eczematiforme e vescicolari, il riscontro sarà ovviamente positivo. È un test utile per valutare allergie dovute al nichel, cromo, cobalto e tanti altri allergeni. Questo non deve sorprendere perché il nichel è anche presente negli alimenti e può causare disturbi gastrointestinali piuttosto invalidanti come stipsi e pancia gonfia. Per appurare che l’allergia riguarda proprio il nichel, si procede con una dieta di 4 settimane nelle quali vengono eliminati alimenti ricchi di nichel e si valuta ciò che accade.

L’altro è la Spirometria. Parliamo di un test utile per misura i volumi polmonari. Il paziente deve effettuare dei sospiri profondi seguendo le indicazioni del professionista, attraverso un boccaglio collegato a uno spirometro. Permette di capire la funzionalità respiratoria e potrebbe far emergere una ostruzione delle vie aeree magari in ragione di un’asma bronchiale e di altre patologie. Questo test va normalmente prescritto nel caso di specifici sintomi come la tosse secca e una costante difficoltà respiratoria.

Trattamenti e dieta di esclusione

Purtroppo per le varie allergie alimentari che possono manifestarsi in qualsiasi fase di vita della persona, non esistono dei trattamenti specifici e soprattutto definitivi. La principale arma per evitare di ritrovarsi con sintomi piuttosto penalizzanti è la prevenzione.

Attraverso i test clinici occorre valutare l’eventuale allergia alimentare e quindi evitare di mangiare alimenti che contengono determinati ingredienti che potrebbero compromette la propria salute. Siccome non è sempre possibile evitare l’assunzione di queste sostanze è consigliato avere a disposizione dei farmaci che permettono di lenire i sintomi, contrastando nell’intensità e le problematiche che questi causano.

Ad esempio, quando ci sono manifestazioni sintomatologiche di lieve entità è possibile utilizzare gli antistaminici mentre quando c’è una reazione ben più grave e pericolosa per il corpo, allora è fondamentale procedere in poco tempo con un’iniezione di adrenalina.

Una volta stabilito qual è l’allergene è preferibile gestire la situazione con la consueta dieta di esclusione. In pratica, si sviluppa per il paziente una dieta che permetta di evitare la consumazione di prodotti che presentano quella sostanza. Va sottolineato che, soprattutto nei bambini, non è detto che questa dieta debba essere utilizzata per tutta la vita in quanto la sintomatologia, con il passare degli anni, tende a scomparire quasi del tutto.

Occorre quindi avere un po’ di pazienza nei primi anni del proprio bambino, sottoporlo a test clinici ottimali e gestire il tutto rivolgendosi a professionisti del settore per impostare una dieta di esclusione ben calibrata che permetta di godere dell’apporto nutrizionale di cui si necessita senza sottoporre il corpo ad un rischio inutile. Con questo atteggiamento virtuoso si riesce a vivere bene nell’attesa che i sintomi scompaiano.

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