Allergia graminacee: periodo, sintomi e rimedi

Allergia graminacee: periodo, sintomi e rimedi - Sonia Musumeci

Starnuti, lacrimazione, spossatezza, senso di malessere generale e prurito al naso e alla gola: sono soltanto alcuni dei sintomi tipici dell’allergia alle graminacee, un disturbo molto comune scatenato da una risposta esagerata del sistema immunitario degli individui contro una sostanza che, potenzialmente, viene avvertita come pericolosa.

Alla sua base risiede dunque un meccanismo di difesa: l’organismo, una volta entrato in contatto con l’allergene, lo identifica come un pericolo e mette in atto una risposta di protezione, con una serie di sintomi in grado di abbassare il tenore di vita del paziente, in base alla gravità di ogni singolo caso. La causa di tale risposta immunitaria è da collegare all’inalazione dei granuli pollici presenti nell’ambiente nel periodo in cui avviene la fioritura della specie vegetale a cui il soggetto è allergico: il sistema immunitario valuta come pericolosi i pollini con cui entra in contatto, sviluppando così un processo che porta a produrre anticorpi, stimolando alcune cellule immunitarie a liberare l’istamina, la sostanza responsabile dell’infiammazione. Si tratta di una manifestazione a ricorrenza stagionale, generalmente i sintomi compaiono tra marzo e settembre.

Ma prima di vedere nel dettagli i sintomi tipici e le cause sottostanti a questo disturbo, vediamo cosa esattamente provoca la risposta immunitaria dell’organismo contro le graminacee.

Perché il sistema immunitario reagisce contro le graminacee?

Il fattore responsabile dell’allergia alle graminacee è il polline, ovvero le cellule riproduttive maschili prodotte dalle piante nel corso della fioritura. Questo, alle sue piccolissime dimensioni, viene liberato nell’ambiente anche a notevole distanza, e può essere facilmente inalato entrando nelle vie respiratorie, innescando così delle reazioni allergiche variabili da individuo a individuo. All’interno del polline ci sono infatti peculiari sostanze, chiamate antigeni, in grado di sensibilizzare gli individui che, geneticamente, sono predisposti a questa allergia, anche a causa delle attività enzimatiche del polline che, una volta veicolato nell’aria, facilita l’ingresso degli allergeni tramite le mucose.

L’ipersensibilità del sistema immunitario e l’infiammazione causata dalla produzione di IgE

La causa sottostante alla risposta esagerata dell’organismo è dunque da ricercare nell’ipersensibilità del sistema immunitario: nel momento in cui vengono inalati i pollini verso cui si risulta sensibilizzati (ad esempio gramigna dei prati, codolina, …), i pazienti predisposti manifestano una serie di sintomi che, a sua volta, provocano una infiammazione causata dalla produzione di IgE, ovvero il rilascio nel sistema immunitario di mediatori chimici quali l’istamina, le prostaglandine, i leucotrieni e la bradichinina. Queste sostanze, a sua volta, sono alla base delle manifestazioni tipiche dell’allergia, perché in grado di dilatare i vasi capillari e stimolare peculiari cellule di difesa del sangue. Lo sviluppo nell’aria di granuli allergenici è strettamente correlata al clima e all’estensione della vegetazione nel territorio. I periodi che presentano un maggior rischio di allergia sono quelli in cui le concentrazioni atmosferiche di polline sono più elevate: in particolare si tratta delle stagioni con temperatura mite e calda, tra marzo e settembre, anche se il picco si presenta tra aprile e maggio.

Esistono dei fattori di rischio che predispongono i soggetti all’allergia alle graminacee?

I pollini delle graminacee fanno parte di circa 9.000 specie diverse, tra cui vegetazioni selvatiche e infestanti che nascono spontaneamente anche in terreni incolti e con poco verde. Questo significa che i sintomi non necessariamente insorgono nel momento in cui l’individuo si reca in giardini o zone con ampie aree verdi, talvolta i pollini possono essere presenti nei lati delle strade, e mossi dal vento possono introdursi nelle vie respiratorie provocando al soggetto i malesseri tipici dell’allergia.

Ma le piante non rappresentano l’unico fattore di diffusione del polline responsabile dell’allergia: gli stessi allergeni potrebbero infatti essere presenti nella nostra alimentazione quotidiana, ovvero introdotti nell’organismo con la dieta e dunque con alimenti di utilizzo molto comune e apparentemente innocui, pensiamo ai cibi a base di cereali appartenenti alla famiglia delle graminacee. In tali casi la reazione allergica è meno comune, ma può comunque insorgere, anche se con manifestazioni lievi. Per questo è sempre consigliabile leggere bene le etichette per assicurarsi che nell’alimento non sia presente l’allergene.

Sintomi dell’allergia alle graminacee

I sintomi tipici dell’allergia alle graminacee sono molti simili ai sintomi di un comune raffreddore: starnuti, lacrimazione abbondante e prurito agli occhi, secrezione nasale e, in molti casi, persino difficoltà respiratorie.

L’esordio, l’intensità e la durata delle manifestazioni non sono uguali in tutti i pazienti, e dipendono anche dalla concentrazione, più o meno elevata, dei pollini presenti nell’aria.

Nei soggetti allergici si verificano attacchi di starnuti, prolungati e ripetuti, il prurito al naso è spesso presente e si può verificare anche una riduzione dell’olfatto. Le secrezioni nasali sono sempre chiare, e di quantità abbondante. Durante la manifestazione allergica possono essere presenti sibilii, tosse stizzosa e fame d’aria, e persino gonfiore della mucosa oro-labiale. Alcuni pazienti possono avvertire un fastidioso senso di costrizione toracica.

Questi sintomi non si manifestano in ugual modo in tutti i soggetti, in alcuni casi tendono a comparire e scomparire velocemente, in base alla gravità della situazione del singolo paziente, ma non vanno mai sottovalutati: in caso di allergia alle graminacee, infatti, ci potrebbe essere il rischio di shock anafilattico, una complicazione che, benché abbastanza rara, può portare rapidamente a un collasso cardiocircolatorio.

Diagnosi e trattamento: come viene diagnosticata l’allergia alle graminacee e come si può curare?

I pazienti che sospettano la presenza di un’allergia alle graminacee, o comunque respiratoria, devono tempestivamente ricorrere all’intervento di un medico esperto in allergologia, in modo da confermare l’ipotesi diagnostica e intervenire nella riduzione dei sintomi.

La diagnosi viene effettuata dal medico dopo aver effettuato un esame obiettivo sulla situazione del paziente, ricostruendo la sua storia clinica e tenendo conto dei sintomi da questo manifestati. Sarà dunque importante valutare il momento in cui sono cominciati i primi sintomi, la durata, la natura e le manifestazioni avvertite, nonché l’eventuale presenza di elementi di familiarità (ovvero di persone, in famiglia, che soffrono di allergia alle graminacee). Esistono poi degli strumenti diagnostici che aiutano lo specialista a diagnosticare il disturbo: si tratta del Prick test (test cutaneo), e del Rast test (con il dosaggio delle IgE specifiche).

Qual è la terapia contro l’allergia alle graminacee?

Per aiutare il paziente a gestire i sintomi dell’allergia alle graminacee, gli specialisti prescrivono i seguenti farmaci:

  • antistaminici;
  • corticosteroidi;
  • decongestionati a spray;
  • antileucotrienici.

Gli antistaminici sono dei farmaci capaci di bloccare, letteralmente, il rilascio di istamina da parte del sistema immunitario, permettendo così di alleviare i sintomi tipici della reazione allergica. In aggiunta vengono consigliati corticosteroidi, ovvero farmaci che, tramite erogatori spray o prodotti da assumere per via orale, aiutano a contrastare i sintomi dell’infiammazione che, in alcuni pazienti, può interessare le vie respiratorie.

Uno dei sintomi più fastidiosi dell’allergia alle graminacee è la congestione nasale: per alleviare questo problema lo specialista potrebbe consigliare dei decongestionanti sotto forma di spray, da nebulizzare al bisogno ma senza eccessi, attenendosi sempre alle indicazioni dello specialista.

Questi prodotti non vanno mai presi di propria iniziativa, o comunque senza un previo parere medico. Farmaci e prodotti contro i sintomi allergici devono essere assunti solo in seguito a un consulto specialistico.

Tra i trattamenti contro l’allergia alle graminacee figurano anche gli antileucotrienici: dei farmaci per uso orale che aiutano a bloccare velocemente il meccanismo di azione di alcune sostanze chimiche del sistema immunitario, responsabili di sintomi quali il muco in eccesso e la congestione nasale.

In molti casi potrebbe aiutare anche la “terapia desensibilizzante o immunoterapia specifica”, con estratti allergenici. Si tratta di un trattamento di lunga durata, definibile come di “desensibilizzazione”, attuato allo scopo di “allenare” gradualmente la risposta immunitaria nei confronti dell’allergene, per alleviare i sintomi e ridurre il numero delle manifestazioni sintomatiche.

Quando si parla di allergie respiratorie è necessario non sottovalutare il problema e assumere farmaci adeguati capaci di bloccare il rilascio di istamina, ovvero della sostanza prodotta dal sistema immunitario come difesa dell’organismo contro l’allergene.

Come prevenire l’allergia alle Graminacee: suggerimenti utili

Per evitare le manifestazioni dell’allergia alle graminacee è innanzitutto importante la prevenzione, che si attua evitando qualsiasi minimo contatto con l’allergene.

In secondo luogo è importante rinforzare il sistema immunitario, adottando alcuni comportamenti preventivi basilari: in primis è necessario tenere sotto controllo il calendario pollinico, in modo da adottare dei provvedimenti cautelativi proprio durante la stagione a rischio, ad esempio utilizzando mascherine.

Per prevenire i sintomi è poi importante pulire adeguatamente gli ambienti, soprattutto tessuti come tende, cuscini e tappeti. Le persone allergiche alle graminacee devono coprire naso e bocca nel caso in cui si rechino in luoghi a rischio di contatto con l’allergene. Va poi considerato che il fumo e le cattive abitudini alimentari possono aggravare la reazione allergica.

Chi soffre di allergia alle graminacee, inoltre, dovrebbe evitare di uscire in determinate ore della giornata durante il periodo di impollinazione, in particolare di mattina e nei giorni più ventosi (va infatti considerato che i granuli sono perlopiù presenti nell’aria con una temperatura intorno ai 25-30° C, con un’umidità maggiore del 60% ed un vento con velocità di 5-15 Km/h). Le persone molto allergiche dovrebbero evitare di uscire anche in seguito a un temporale, perché la pioggia tende a rompere i granuli pollinici in frammenti ancora più minuscoli, capaci di raggiungere molto più facilmente le vie respiratorie.

Qualche suggerimento può aiutare anche a prevenire l’ingresso dei pollini in casa durante il periodo di fioritura: è consigliabile tenere le finestre chiuse nelle ore più soleggiate della giornata, soprattutto tra le 10 e le 16. Lavarsi frequentemente il corpo e i capelli, ma soprattutto il viso, può infine aiutare a eliminare gli eventuali granuli pollinici rimasti sulla pelle e sui capelli, non solo per evitare di inalarli durante il sonno, ma anche per prevenire una dermatite. Finestre, finestrini e vettura dovrebbero essere dotati di filtri anti-pollini. Qualche accortezza va adottata anche nel caso in cui si abbiano animali domestici: questi infatti, se escono all’aperto, possono diventare vettori di polline delle graminacee attraverso il pelo.

Curare le allergie con la Dott.ssa Sonia Musumeci: esperta in allergologia e immunologia clinica

La Dott.ssa Sonia Musumeci è un medico chirurgo specialista in allergologia e immunologia clinica. Grazie alla sua formazione e competenza nel campo, unita all’esperienza maturata grazie alla collaborazione con luminari specializzati in allergologia e medicina interna, la Dott.ssa Musumeci può fornirti un valido aiuto nella diagnosi e trattamento dei sintomi tipici scaturenti dalle allergie respiratorie.

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