Allergia alla parietaria: cause, sintomi e rimedi

Allergia alla parietaria: cause, sintomi e rimedi - Sonia Musumeci
FONTE IMMAGINE: Piantespontanee.it (https://www.piante-spontanee.it/)

Tra le varie allergie la più comune è quella alla parietaria. Nello specifico si tratta di una reazione al polline di una o più specie dell’omonima pianta appartenente alla famiglia delle ortiche. La condizione spesso si manifesta con sintomi come sensazione di prurito alla gola, tosse, laringospasmi, difficoltà a parlare e respirare, bassa pressione sanguigna e, in alcuni casi anche con shock anafilattico. Il miglior trattamento per l’allergia alla parietaria è di evitare l’allergene stesso e avere accesso a farmaci adeguati prescritti da un esperto allergologo.

Cos’è la parietaria?

La parietaria è un genere di pianta da fiore della famiglia delle ortiche che può crescere spontaneamente nelle regioni temperate e calde di tutto il mondo. Le diverse specie del genere condividono caratteristiche comuni; infatti, possono raggiungere anche un metro di altezza, hanno fusti eretti, pelosi, verdi, rosa o color rabarbaro. I fiori non hanno petali e sono attaccati agli steli.

Le specie di parietaria sono attualmente elencate come infestanti e tendono ad essere invasive nelle aree in cui sono originarie o naturalizzate. Ancora più importante è che fioriscono ininterrottamente dalla primavera fino al tardo autunno, e producono quantità significative di polline altamente irritante che spiegherebbe l’elevata incidenza di reazioni allergiche.

La pianta un tempo veniva utilizzata per scopi medicinali come si evince dal nome botanico Parietaria officinalis, e in particolare era comunemente sfruttata per la preparazione di diuretici, espettoranti, emollienti e lenitivi. Oggi tuttavia siccome la parietaria produce quantità importanti di polline, i suddetti rimedi si rivelano poco sicuri a causa dell’alto rischio di provocare reazioni allergiche. Per tale motivo è opportuno trovarne altri e magari consigliati da un esperto in materia.

Cause dell’allergia alla parietaria

Molte persone soffrono oppure sono predisposte ad incorrere in allergie causate dal polline rilasciato nell’aria da migliaia di piante sparse nell’ambiente, e che si presenta in piccolissimi granelli invisibili all’occhio umano. Quando la concentrazione atmosferica di alcune specie raggiunge un certo livello, le persone esposte svilupperanno la tipica reazione allergica. Ecco quindi che coloro che lamentano allergia alla parietaria, possono soffrire in modo significativo il trasporto del polline dell’omonima pianta.

Detto ciò, è importante sottolineare che esistono anche diversi fattori meteorologici in grado di influenzare le concentrazioni di pollini nell’aria. In questo senso, condizioni di clima secco o caldo o la presenza di venti moderati ne favoriscono la dispersione facilitando la comparsa della pollinosi. Al contrario, la pioggia tende a eliminare i pollini dall’aria, riducendo così il rischio di episodi allergici.

I sintomi più comuni dell’allergia alla parietaria

Il contatto diretto con il polline di parietaria può causare l’omonima allergia e le conseguenti reazioni individuabili ad esempio con condizioni tipo:

  • starnuti, naso chiuso e che cola, presenza di muco chiaro o biancastro;
  • prurito alle orecchie con disturbi dell’udito;
  • prurito e raucedine alla gola, corde vocali irritate e laringospasmo;
  • respiro sibilante e forte tosse;
  • congiuntivite allergica, prurito e lacrimazione;
  • eczema o orticaria se il polline entra in contatto con la pelle;
  • bassa pressione sanguigna e vertigini;
  • attacco d’asma e nei casi più gravi shock anafilattico.

Quanto dura la stagione dei pollini di parietaria?

Con la parietaria la stagione dei pollini dura tutto l’anno, per cui l’irritazione risulta piuttosto lunga e ciò spiega anche il motivo perché la condizione sia così diffusa tra adulti e bambini.

Tuttavia, prima di intraprendere il trattamento, è importante consultare un allergologo in modo da ottenere una diagnosi ben precisa. Il professionista in tal senso propone un test cutaneo che ha lo scopo di indurre ad una risposta infiammatoria allergica nella pelle. Gli allergeni vengono selezionati dall’esperto subito dopo che ha effettuato un’anamnesi del paziente, informandosi anche se nell’ambiente in cui vive ci sono elementi tali da scatenare la condizione. Il test vero e proprio prevede poi che una goccia dell’allergene sospetto, come ad esempio quello da parietaria, venga applicata su un tratto di pelle opportunamente sfregata o punta dal professionista. A seguito di ciò se si verifica una reazione allergica tipo un gonfiore, allora la parietaria è sicuramente la causa principale di tali sintomi.

Un altro esame ancora più affidabile che un esperto allergologo può proporre al paziente per verificare se lamenta allergia parietaria oppure a qualche altra specie botanica è quello del sangue. Nello specifico consiste nel rilevare l’immunoglobulina E, ossia degli anticorpi che intervengono proprio in presenza di reazioni allergiche, quindi sospettata di esserne una delle cause scatenanti della condizione.

Allergia alla parietaria: quale alimentazione seguire?

La diagnosi che un esperto allergologo effettua per verificare se il paziente è allergico alla parietaria, in genere prevede la riduzione o eliminazione totale di alcuni cibi che potrebbero accentuarne i sintomi. Nella maggior parte dei casi si tratta di quelli a base vegetale e che magari vengono abitualmente consumati proprio nel periodo in cui la pianta rilascia un maggior quantitativo di polline nell’aria. In caso di allergia parietaria da evitare oppure eliminare il più possibile sono quindi il basilico, i piselli, le ciliegie e il melone. Da bandire invece c’è l’anguria, il finocchio, i kiwi, le carote, le pesche e il sedano. Ovviamente nel caso della parietaria, l’allergologo può anche considerare l’idea di stilare un piano alimentare personalizzato in base allo stato di salute generale del paziente.

Qual è la terapia ideale per contrastare l’allergia alla parietaria?

Per consentire al soggetto che lamenta allergia alla parietaria di vivere nel miglior modo possibile la condizione, il professionista in genere se non ci sono effetti collaterali correlati all’uso di farmaci, gli propone sostanze antistaminiche, quelle a base di cortisone e decongestionanti in formato spray. Le prime in molti casi servono per bloccare l’istamina che il sistema immunitario rilascia, consentendo quindi di alleviare sensibilmente i sintomi tipici dell’allergia alla parietaria. Le seconde e i terzi invece si rivelano adatti poiché servono a lenire gli stati infiammatori che in alcuni soggetti possono interessare le vie respiratorie.

Questi prodotti comunque non bisogna mai assumerli volontariamente, bensì soltanto previo prescrizione medica.

In molti casi, particolarmente utile potrebbe rivelarsi un’immunoterapia, ossia l’utilizzo di alcuni estratti allergenici. Nello specifico si tratta di un trattamento a lungo termine e che ha lo scopo di desensibilizzare e allenare la risposta immunitaria nei confronti dell’allergene della parietaria, e in molti casi si rivela prezioso anche per minimizzare i sintomi o comunque ridurne la frequenza con cui si manifestano.

Rimedi naturali per prevenire e curare l’allergia alla parietaria

A parte l’uso di farmaci in grado di bloccare o lenire le sofferenze legate all’allergia parietaria, ci sono anche alcuni rimedi naturali da adottare. Per fare qualche esempio si può optare per il ribes nero, in grado di svolgere un’azione antinfiammatoria, poiché tende a stimolare la funzione della corteccia surrenale generando un conseguente incremento di steroidi ad essa correlata e agendo in pratica in modo uguale al cortisone.

Un altro rimedio naturale è il faggio selvatico che macerato vanta eccellenti proprietà antistaminiche, riducendo la liberazione di istamina da parte dei mastociti. Inoltre c’è il carpino bianco macerato che come le suddette sostanze naturali può svolgere un’efficace azione antinfiammatoria, anticatarrale e nel contempo si rivela prezioso per sedare la tosse e contrastare gli spasmi. Infine vale la pena citare anche la rosa canina, poiché vanta naturali proprietà antinfiammatorie ed è ricca di sostanze antiossidanti. Utilizzarla significa soprattutto prevenire fastidiose condizioni respiratorie causate dall’allergia da polline. Inoltre gli estratti di questa pianta possono fornire un buon quantitativo di vitamina C, ideale per rafforzare le difese naturali dell’organismo.

A margine va aggiunto che alcune allergie, compresa quella alla parietaria, spesso si manifestano proprio a seguito dell’esposizione all’allergene in primavera, per cui se è possibile basta adottare semplici ma efficaci strategie. Nello specifico si tratta di non lasciare aperte le finestre al mattino o la sera, in quanto sono le ore in cui i pollini sono maggiormente presenti e di optare magari per l’uso di filtri per l’aria sia in casa che in auto.

Curare l’allergia alla parietaria con la Dott.ssa Sonia Musumeci esperta allergologa

In presenza di qualsiasi condizione allergica compresa quella alla parietaria, il consulto medico è fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti in termini di gestione. La Dott.ssa Sonia Musumeci in tal senso è la professionista ideale; infatti, è un medico chirurgo specialista in allergologia e nella branca dell’immunologia clinica. Dall’alto della sua competenza nel settore e con anni di esperienza alle spalle, può fornire validi aiuti sia in termini di diagnosi che di cura delle suddette patologie allergiche.

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