Allergia al polline: cause, sintomi e rimedi

Allergia al polline - Sonia Musumeci

Per molte persone l’arrivo della primavera può essere davvero un incubo perché compaiono tutti i sintomi dell’allergia al polline, che possono essere molto fastidiosi e invalidanti.

Secondo una recente ricerca dell’Istituto Superiore delle Sanità, circa 10 milioni di italiani, soffrono di allergia al polline e negli ultimi anni si è registrato un notevole aumento, complice anche il riscaldamento globale che ha innalzato le temperature. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono le cause, i sintomi e i principali rimedi per l’allergia al polline.

Allergia al polline: definizione

Quando si parla di allergia al polline, si è soliti riferirsi a una reazione anomala del sistema immunitario quando entra in contatto con i pollini. Nonostante il sistema immunitario percepisce i pollini come elementi estranei e nocivi, si tratta di sostanze completamente innocue. La risposta del sistema immunitario viene definita “reazione allergica” e si manifesta con alcuni sintomi che possono coinvolgere l’apparato respiratorio. Se si è allergici al polline, il corpo produce immunoglobuline E (IgE), degli anticorpi che contribuiscono al rilascio dell’istamina, la sostanza responsabile dell’infiammazione delle vie aeree. La risposta del sistema immunitario alla presenza di polline è la stessa anche se si è allergici alla polvere e agli acari, l’unica differenza è che in questo specifico caso si parla di allergia stagionale.

Quanto dura?

L’allergia al polline viene definita stagionale perché si presenta soltanto in alcuni periodi dell’anno e in particolare durante la primavera, quando vi è la fioritura delle piante. Il maggiore rilascio di pollini dagli alberi avviene nei mesi di marzo, aprile e maggio, ma con l’aumento delle temperature si può assistere a una primavera anticipata anche a febbraio. La durata dipende anche dal tipo di polline cui si è allergici, ad esempio per l’allergia alle graminacee, betulacee e cupressacee la reazione allergica è particolarmente forte in primavera. Se si è allergici al polline delle erbacee invece, i sintomi potranno manifestarsi in estate e nei primi mesi dell’autunno.

Il periodo di allergia varia in base ai cambiamenti climatici, ma in inverno scompare del tutto perché non avviene la fioritura di nessuna pianta o erbacea. Nel caso di una primavera particolarmente piovosa, si verifica una riduzione dei sintomi dell’allergia, perché l’acqua disperde nell’aria i pollini.

Le cause dell’allergia al polline

L’allergia al polline, insieme a quella alla polvere è molto comune, ma non tutti conoscono con precisione quali sono le cause che possono scatenare la reazione allergica.

L’allergia al polline si scatena quando il sistema immunitario individua erroneamente una sostanza innocua come nociva e la sua reazione difensiva consiste nel produrre anticorpi che provocano la comparsa di alcuni sintomi.

L’allergia al polline può presentarsi a qualsiasi età e coinvolge sia uomini che donne e i sintomi possono variare in base all’intensità della reazione allergica. Vi sono alcuni fattori di rischio che possono provocare l’allergia al polline come la predisposizione genetica, presenza di altre allergie, asma o nascita durante la stagione primaverile.

Non esistono cause scatenanti che possono determinare la comparsa dell’allergia al polline, ma bisogna solo pensare che si tratta di una risposta sbagliata del proprio sistema immunitario al contatto con questi allergeni.

I sintomi dell’allergia al polline

Quando si è allergici al polline, i sintomi coinvolgono soprattutto le vie respiratorie, perché l’istamina prodotta dall’organismo infiamma i tessuti dermici e le mucose. I principali sintomi che possono manifestarsi quando si soffre di allergia al polline sono:

  • infiammazione delle mucose;
  • tosse secca e stizzosa;
  • congestione nasale;
  • rinite;
  • starnuti continui;
  • lacrimazione degli occhi o prurito;
  • sensibilità alla luce solare.

Quando l’allergia al polline è particolarmente grave, si possono presentare difficoltà respiratorie, dispnea, costrizione toracica e asma. In alcuni casi, l’allergia al polline si può manifestare a livello dermatologico con la dermatite da contatto o l’orticaria. I casi di shock anafilattico da allergia al polline sono molto rari.

Nonostante l’allergia al polline sia un “malanno” stagionale può comunque compromettere la vita lavorativa e familiare, soprattutto perché i sintomi sono molto fastidiosi e persistenti.

Diagnosi

Per capire se si è allergici al polline e per individuare soprattutto il tipo di polline che scatena la reazione allergica, è necessario contattare un allergologo e prenotare una visita specialistica.

Durante la visita, l’allergologo esegue un’anamnesi completa del paziente che mira ad analizzare la storia clinica, l’ambiente in cui vive e l’eventuale presenza di altre allergie. Per confermare la diagnosi di allergia al polline, l’allergologo potrà decidere di somministrare alcuni test diagnostici come il prick test o gli esami del sangue.

Il prick test consiste nell’eseguire delle micro iniezione di alcuni allergeni sul braccio del paziente e trascorsi 20 minuti si effettua un’analisi della reazione cutanea. Nel caso in cui il soggetto è allergico a uno degli allergeni somministrati si verifica un piccolo rigonfiamento di colore rosso. Insieme al prick test si possono richiedere degli esami del sangue per verificare la quantità di immunoglobuline E presenti, difatti se vi è un’alta concentrazione di queste sostanze significa che si tratta di allergia. L’allergologo può anche richiedere l’analisi della concentrazione nel sangue di specifiche immunoglobuline E, così da identificare quali sono i pollini che provocano la reazione allergica nel paziente.

L’individuazione del tipo di polline serve soprattutto per limitare il contatto tra il paziente e l’albero o la pianta che provoca l’allergia e circoscrivere anche il periodo in cui si manifesteranno i sintomi.

Rimedi per l’allergia al polline

Prevenire l’allergia al polline può essere davvero complicato, perché nel periodo della fioritura i pollini si disperdono con facilità nell’aria e di conseguenza si trovano dappertutto.

Per prevenire i sintomi della reazione allergica al polline si può limitare il contatto, ad esempio evitando di uscire il mattino presto o la sera quando vi è una maggiore concentrazione di pollini. Durante la primavera, se si è allergici al polline è opportuno evitare passeggiate nei parchi o nelle aree verdi, dove potrebbe esserci una quantità così elevata di polline da scatenare forti reazioni allergiche. Barricarsi in casa nel periodo della fioritura non è sicuramente la soluzione migliore per evitare la reazione allergica al polline, ma è opportuno concordare con l’allergologo la terapia giusta per limitare i sintomi.

Per evitare l’insorgenza di alcuni sintomi si possono usare degli spray nasali decongestionanti, dei colliri per l’arrossamento degli occhi o degli sciroppi per la tosse secca, ma sono rimedi indicati solo per i pazienti che non hanno una forte allergia al polline. Nel caso in cui, i sintomi sono abbastanza invalidanti e compromettono il proprio stile di vita, l’allergologo può decidere di prescrivere degli antistaminici, che hanno lo specifico compito di limitare la produzione di istamina nel sangue. Molte persone evitano di assumere antistaminici perché presentano come effetto collaterale la sonnolenza, ma è opportuno sottolineare che negli ultimi anni sono stati prodotti dei farmaci che non provocano tale effetto.

Per il trattamento delle allergie si possono usare anche i farmaci cortisonici, degli antinfiammatori molto potenti che limitano fin da subito i sintomi della reazione allergica. I cortisonici per via orale sono usati soprattutto nei pazienti che soffrono di sintomi abbastanza gravi come l’asma, ma è sempre opportuno assumerli dopo aver consultato il medico.

Vaccino

I trattamenti farmacologici che abbiamo elencato hanno solo lo scopo di limitare i sintomi, ma non sono in grado di curare l’allergia al polline, l’unico trattamento efficace è il vaccino. Se l’allergia al polline provoca sintomi particolarmente forti e invalidanti (asma, costrizione toracica, arrossamento eccessivo degli occhi) e dura tutto il periodo della fioritura, allora sarà sicuramente opportuno ricorrere alla terapia immunologica. Il trattamento prevede la somministrazione al paziente di microdosi di allergeni che provocano la reazione allergica per permettere al sistema immunitario di abituarsi alla presenza della sostanza e di mitigare gli effetti collaterali. Nel caso di allergia al polline è sempre opportuno effettuare la terapia immunologica almeno 30 giorni prima della fioritura, per migliorare l’efficacia del vaccino. Il trattamento per curare l’allergia al polline può durare dai 3 ai 5 anni e si può scegliere tra due diversi tipi di somministrazione:

  • sublinguale;
  • sottocutanea.

Entrambe le modalità hanno riscontrato effetti positivi e non si evidenziano particolari effetti collaterali, solo in alcuni casi può manifestarsi del gonfiore in prossimità dell’iniezione o del prurito nella zona sublinguale. Il vaccino per l’allergia al polline è sconsigliato nei pazienti oncologici o nei soggetti che soffrono di malattie autoimmuni, mentre si può somministrare nei bambini a partire dai 6-7 anni di età.

Altri rimedi per l’allergia al polline

Per limitare il contatto con i pollini in casa o sul luogo di lavoro può essere utile installare un purificatore d’aria con filtro HEPA, un dispositivo in grado di trattenere anche le particelle microscopiche. Se non si vogliono assumere farmaci per i sintomi allergici, vi sono alcuni rimedi naturali in grado di alleviare l’infiammazione delle vie respiratorie, come l’assunzione di prodotti a base di rosa canina, ribes nero e piantaggine.

Per l’arrossamento degli occhi durante il periodo di fioritura possono invece essere utili degli integratori a base di camomilla e rosa canina. Per prevenire i sintomi dell’allergia stagionale può essere efficace l’assunzione di vitamina C, che è in grado di contrastare i processi infiammatori. Se volete limitare il rilascio di istamina, vi sono alcuni alimenti che possono contrastare questo processo come mele, carote, uva e frutta secca.

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