Allergia ai tessuti: cause, sintomi e cosa fare

Allergia ai tessuti: cause, sintomi e cosa fare - Sonia Musumeci

L’allergia ai tessuti oggi è sempre più diffusa. Infatti, si stima che circa l’8% delle dermatiti allergiche sono causate proprio dal contatto della cute con panni, tele e stoffe. La condizione si manifesta a seguito di una reazione anomala del sistema immunitario che incrocia sostanze note come allergeni. Il corpo umano le ritiene, quindi, dannose per l’organismo e reagisce producendo anticorpi eccessivi generando così una risposta infiammatoria. Alla tua domanda quali sono le cause e i sintomi dell’allergia ai tessuti e cosa fare, a seguire ti fornisco delle risposte esaurienti e consigli pratici su come contrastare questa condizione.

Quali sono i sintomi dell’allergia ai tessuti?

I sintomi più comuni dell’allergia ai tessuti sono piuttosto evidenti e si presentano in genere con bruciore e prurito, pelle secca, desquamazione e con ragadi.

In alcuni soggetti, il contatto cutaneo con degli indumenti può provocare gonfiore, calore a causa del processo infiammatorio che si viene a creare con un conseguente arrossamento della pelle, vistose chiazze o puntini rossi.

L’allergia nei casi acuti, si manifesta con vescicole piene di liquido oppure pustole. I tessuti tipo la biancheria intima e altri indumenti a contatto con inguine, collo, petto, schiena, ascelle, addome, dorso del piede, cosce e piega del gomito o del ginocchio, possono generare l’allergia, specie se le parti cutanee interessate sono soggette a sudorazione o sfregamento, entrambe condizioni che accentuano l’umidità corporea con un conseguente peggioramento dei sintomi.

Cosa fare in presenza dei sintomi tipici?

Molto spesso capita che l’allergia ai tessuti si manifesti soltanto con l’irritazione della pelle, magari localizzata e dovuta all’uso di materiali poco traspiranti e ad una sudorazione eccessiva. Premesso ciò, se anche tu hai questo problema, per verificare se si tratta effettivamente di allergia ai tessuti, è preferibile analizzarlo insieme poiché in base alla descrizione della tua condizione, deciderò se effettuare o meno dei test specifici.

Al contempo cercherò di scoprire le cause che possono essere molteplici come ad esempio dipendere da sensibilità verso quelli sintetici, alle sostanze chimiche utilizzate durante la produzione delle fibre tessili, così come per la mancanza di traspirazione, a seguito dell’uso di coloranti chimici di detersivi per il lavaggio.

Allergia ai tessuti sintetici

L’allergia ai tessuti sintetici in molti casi si manifesta nel momento in cui le loro fibre entrano a contatto con la cute. Il motivo è legato al fatto che si tratta di prodotti realizzati in laboratorio tramite un processo di sintetizzazione di sostanze chimiche come ad esempio quelle a base di derivati del petrolio. Tra le varie tipologie di tessuti sintetici maggiormente incriminati ci sono:

  • nylon – questo tessuto viene utilizzato per la produzione di calze, biancheria intima e vestiti;
  • spandex – è un tessuto tipico dei leggings, di tute sportive, pannolini, pantaloni e maglie tutti in genere elasticizzati;
  • gomma – il lattice e il neoprene sono due tipi di gomma molto utilizzata per la produzione di capi d’abbigliamento e per la creazione di tessuti per l’arredamento;
  • fibre di vetro – si tratta di sostanze sintetiche presenti soltanto in tessuti per l’arredamento, ma gli abiti che vi entrano a contatto si possono contaminare e generare poi allergie.

Allergia a sostanze chimiche presenti nei tessuti

Molti tessuti vengono realizzati con sostanze chimiche di cui la maggior parte spesso risultano piuttosto aggressive. Soda caustica e solfuro di carbonio sono quelli maggiormente utilizzati, anche se altri ugualmente generano l’allergia a chi li indossa.

Lo stesso dicasi per i coloranti usati dai brand produttori, in quanto se non naturali presentano alcuni metalli come il nichel.

Entrambi difficilmente riescono a legarsi a fibre sintetiche con un conseguente distacco dai tessuti, ed essendo liposolubili possono facilmente entrare a contatto con la pelle.

Anche le resine e i mordenti tendono a creare problemi alla cute, con le prime che in genere vengono inserite nei tessuti per conferirgli resistenza, sofficità e rigidità. Le seconde invece contengono il bicromato di potassio, usato dai brand produttori di capi d’abbigliamento con lo scopo di fissare i colori alle fibre dei tessuti creati. Infine, va sottolineato che le allergie possono derivare anche dall’uso di sbiancanti e fungicidi.

Allergia ad ammorbidenti e detersivi

Le allergie ai tessuti si possono manifestare anche a seguito dell’uso di ammorbidenti e detersivi. Entrambi, infatti, quando vengono utilizzati per il lavaggio di capi d’abbigliamento nonostante diversi risciacqui, spesso rimangono intrappolati tra le fibre con un conseguente assorbimento della pelle e in questo frangente possono scatenare dermatiti. Detersivi e ammorbidenti utilizzati per il lavaggio dei tessuti, sono tra l’altro i principali responsabili che provocano delle dermatiti. In alcuni, talvolta, risultano presenti persino dei metalli pesanti.

Quindi, prima di acquistare un prodotto ti consiglio sempre di leggere attentamente l’etichetta in modo da sapere se tali sostanze sono assenti.

Quali diagnosi e test effettuare?

In presenza di alcuni tipici sintomi di allergia ai tessuti, innanzitutto è importante rivolgerti a un esperto allergologo in modo che possa proporti degli accertamenti specifici.

La dermatite allergica mi induce innanzitutto ad effettuare una anamnesi, ossia a raccogliere tutte le informazioni sui tuoi sintomi, valutare le sensazioni avvertite e a farmi elencare le sostanze con le quali sei venuto a contatto recentemente.

A seguito di ciò, prima di confermare la diagnosi di allergia ai tessuti, potrò anche optare per altri accertamenti come ad esempio il patch test, il prick test, il prist test, l’open test e l’esame merceologico.

Il patch test è di tipo epicutaneo e permette di apprendere quali sostanze sono responsabili della reazione allergica. Nello specifico prevede l’applicazione sulla pelle di piccolissime quantità di elementi ricoperti con un cerotto, che va poi rimosso in un arco temporale compreso tra le 24 e le 72 ore, al fine di verificare se la parte interessata si è infiammata.

Il prick test è anch’esso di tipo cutaneo, ed è diverso dal precedente in quanto le sostanze vengono fatte penetrare direttamente nella cute dell’avambraccio previo un piccolo graffio. In base alla reazione potrò constatare se si tratta di allergia ai tessuti o meno. Il test in oggetto, tuttavia, viene poco sfruttato poiché talvolta occorrono tempi lunghi per ottenere una diagnosi ben precisa.

Il prist test diversamente da quelli precedentemente elencati, prevede un prelievo di sangue in modo che l’analisi in laboratorio consenta di verificare l’eventuale presenza e quantitativo di anticorpi così come le immunoglobuline IgE, ossia quelle tra le principali responsabili dell’allergia. Questo test è in grado di rilevare tale condizione, anche se non fornisce informazioni in merito a quali sostanze l’abbiano causata.

Infine potrei optare sia per un open test che per un’analisi merceologica, con il primo che mi consente di testare direttamente la sostanza responsabile della reazione allergica e il secondo in grado di farmi effettuare un’indagine sui tessuti con cui sei entrato di recente a contatto.

Quali sono le cure per l’allergia ai tessuti?

Dopo aver analizzato l’allergia ai tessuti, compreso quali sono le cause, i sintomi e consigliata una visita specialistica, vale la pena sapere su quale cura optare.

In primis generalmente si prescrivono delle pomate al cortisone il cui uso prevede l’applicazione direttamente sulla zona irritata della pelle.

In secondo luogo si potrebbe optare per la prescrizione di antistaminici oppure per antibiotici, se oltre a delle eruzioni cutanee il contatto con i tessuti ti ha provocato anche delle infezioni tipo quella con presenza di vescicole o pustole.

A parte le suddette terapie si consiglia di adottare alcune semplici ma efficaci strategie, al fine di prevenire o quantomeno alleviare i sintomi dell’allergia ai tessuti nel momento in cui si presenta.

A tal proposito, a seguire ti fornisco un elenco dettagliato di tutte le buone abitudini per contrastare questa fastidiosa e per certi versi debilitante condizione cutanea.

Come prevenire l’allergia ai tessuti?

Per evitare che l’allergia ai tessuti possa diventare per te fastidiosa e protrarsi per lungo tempo, è buona norma prevenirla cercando di mantenere sempre ben idratata la cute, utilizzando creme naturali e soprattutto bere molta acqua durante l’arco della giornata. Anche per la detersione è opportuno optare per saponi non troppo aggressivi magari della tipologia bio, mentre in termini di alimentazione è preferibile seguire una dieta sana a base di vitamine, ideali per rafforzare il tuo sistema immunitario e renderlo resistente a tutte le sostanze responsabili della condizione allergica.

Infine, ti consiglio di evitare di indossare capi colorati per le zone intime, sostituendoli con quelli bianchi di cotone e optare per tessuti traspiranti anch’essi della stessa tonalità; in entrambi i casi mettendo al bando quelli sintetici o trattati con prodotti chimici.

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